Vedi la versione completa : Pescare a SOMMERSA
Franck
08-11-2009, 21.16.25
Non capisco ... mi rifiuto di capire il perchè non sia più permesso pescare a Sommersa con le fatidiche tre mosche. Qual'è il problema? Se si va nelle zone "NO-KILL", dove tra parentesi è accettato lo Streamer, perchè non si puo usare questa vecchia tecnica di P&M. Se allamo tre o trenta salmonidi qual'è la differenza, visto che rilascio il tutto? A parte che pratico sempre il "NO-Kill" anche su zone libere.
Contenporanemente su molti fiumi, leggi Adige e tantissimi altri, si puo' pescare con la camolera o con il galleggiante piombato che porta tre braccioli con altrettante mosche. Io mi chiedo se i legislatori, o coloro che scrivono i regolamenti, sappiano cosa sia la P&M.
Le tecniche sono:
- A secca
- A sommersa
- A ninfa
- A streamer
Sono tecniche una completamente diversa dall'altra e su ognuna di essa ci si potrebbe scrivere un libro. Ognuna di essa fa uso di canne appropriate, code, terminali e non per ultimo di artificiali diversi.
Cosa ci lasciamo fare? Come accadde a Sayer quando usava sul suo fiume Avon la Ninfa?
Mi dicono:"beh, usa a sommersa una sola mosca"
Noneeee, non è la stessa cosa. A volte sono costretto a farlo, ma giuro che non è la stessa cosa. E' come mi avessero amputato una gamba.
Ciao Franck
Flyangler
13-11-2009, 14.20.05
Ciao Franck. Il tuo quasi "omonimo" Frank Sawyer perse subito ma venne riqualificato entro breve tempo... Scherzi a parte, naturalmente!
Posso darti la mia versione, certo che non è la verita assoluta e che rispecchia solo il mio modestissimo punto di vista. Con tre mosche hai più possibilità di prendere (e di aggrovigliare tutto il finale...) ed in un'ottica di salvaguardia ecc ecc questa teoria ci sta dentro benissimo. Un tempo si usava la camolera (o piombo lungo, o temolera o come diavolo vuoi chiamarla...) con 10 ami, ridotti poi a 5, poi a tre e poi non lo so più perche pesco solo a mosca da almeno 30 anni. Lo stesso De Boisset racconta di maestri della mosca che usavano finali con più mosche sommerse. Il compianto Capitano Ballarin (di "flyangliana" memoria) ne usava minimo 5, per poi cambiarle a seconda di dove prendeva il primo pesce. Poi hanno tolto la carota ed hanno usato solo il bastone. E' servito? Non saprei: per quel che mi riguarda ho pescato con 3 mosche solo un paio di volte, agli inizi. Ho fatto su un rebellotto tale che ho tagliato il filo e ne ho usata una. Adesso che forse riuscirei a non intrigare più continuo ad usarne una sola, così, per abitudine. E devo dire che non catturo meno di prima.
Volendo spezzare una lancia a favore della one-only-fly posso menzionare quello che ho visto personalmente anni fa in occasione della rituale uscita a cheppie: finale con 5 streamer con 5 catture quasi contemporaneamente. E non è stato un caso perche si è ripetuto piu volte durante la giornata. Il tale, una volta sentita l'abboccata, non recupeva subito ma lasciava in acqua fino alla 5 tocca. Poi iniziava il tiro alla fune. Beh, ecco, questo non mi piace proprio ma ciascuno è libero di pensarla come vuole.
Non voglio naturalmente costringerti a cambiare idea - ci mancherebbe!!! - e quello che ho detto è del tutto personale: se riesco a prendere con una sola,perche ne devo usare due? Mi sembra di rendermi la vita piu complicata del dovuto. O forse sono io che non ho ancora capito come si pesca a sommersa. Può essere, mica si può sapere tutto! Con affetto
Flyangler
Flyangler
13-11-2009, 14.23.03
Scusami, ho dimenticato questo:
" Io mi chiedo se i legislatori, o coloro che scrivono i regolamenti, sappiano cosa sia la P&M."
Si, hai ragione: spesso, moooooolto spesso, NON SANNO COSA E' LA PESCA A MOSCA!!!
Franck
24-11-2009, 10.37.34
Ciao Osvaldo,
anch'io sono un vecchio (sic) PM e sono nato, come tale, pescando a Sommersa. Allora si usava il crine di cavallo, ma questa è una vecchia storia.
L'uso delle tre mosche, rigorosamente non appesantite, serve a presentare il NS finale che pettina il fiume ad ogni passata con distanze e mosche diverse ai pennuti. Raramente ho attaccato più di un pesce al mio finale, ma è tecnica antichissima e molto efficace, anche se non semplice.
L'aggrovigliare è abbastanza difficile se vengono usati artificiali non appesantiti, infatti la Sommersa deve lavorare a due dita al di sotto della pellicola superficiale dell'acqua.
In effetti non sono molti coloro che usano questa tecnica, che giuro ha un gran fascino, e non per ultimo è un metodo a se stante. Se non si pesca come dovuto, a parte i grovigli, non si prende nulla.
Ti porto un esempio:
usavo la Butcher come mosca centrale. Essa avrà catturato nella mia vita da PM si e no 4 prede, ma senza di essa le restanti mosche perdono moltissimo in efficacia. Come dicevo nella mia prima lettera: "mi hanno segato una gamba".
Ciao e grazie della risposta
mauro78
01-12-2009, 23.48.40
Ciao Franck, sono nuovo del forum, mi interessa molto questo tread e mi piace sia la tua idea di PAM che quella di Osvaldo (mio amico), io non ho mai pescato a sommersa, per il momento, ed onestamente mi affascina quanto se non di più della secca.
Con Osvaldo siamo stati a pesca insieme dalle mie parti ed abbiamo pescato a secca, il mio "problema" è che sono nato secchista e pescando praticamente sempre sotto casa vado a pesca nei momenti migliori per questa tecnica.
Ultimamente il mio pensiero si sta spostando, non perchè non amo più la secca, ma perchè mi piace esplorare anceh le altre tecniche! Mi intriga molto il mondo sotto la superficie dell'acqua perchè, a differenza di sopra, sotto non lo vedo. Per me è come un mettermi alla prova, a mio avviso potrei anche definirlo più difficile dato che un dragaggio superficiale lo percepisco visivamente mentre quello sotto non saprei come controllarlo.
Con questo non voglio dirti che sono bravo a secca intendimi bene, ho ancora un mondo da finire di conoscere sopra ma mi intriga molto anche il sotto.
Giustamente come dice Osvaldo "se prendo con 1 perchè montarne 3" e poi il discorso delle cheppie, a mio avviso, se un pescatore si vuole definire tale per il numero dei pesci faccia lui, io non condivido il tiro alla fune.
D'altro canto il tuo ragionamento non fa una piega, è una tecnica anche quella e, onestamente, mi piacerebbe provarla ma non ho ne le attrezzature ne le basi per farlo.
Comunque la prossima volta che vado a pesca con Osvi lo voglio fare a ninfa.
Ti stresserò Franck per farmi dare qualche consiglio su come intraprendere questa strada.
Per il momento mi sono costruito un telerego con una vecchia canna da tremarella che passa dai 6'8"-8'-9'6"-10'5" coda 4 per iniziare, poi man mano ti farò sapere come va e ti farò anche delle domande!
Ciao e grazie
Mauro
Franck
06-12-2009, 13.48.16
Ciao Mauro e ... un ciao anche a Osvaldo.
Diciamo che anch'io non capisco e sono contrario al tiro alla fune con attaccato più di un pesce. Come scrivevo all'inizio, sia la sommersa che la pesca a ninfa, per non parlare di secca e streamer, sono due mondi completamente diversi. Diverse sono le tecniche, gli artificiali e le canne.
Posso dire che andando spesso lontano, non mi permetto di usare solo la pesca a secca (la migliore in senso assoluto), ma uso indiscriminatamente le tre tecniche a seconda delle condizioni del tempo e quindi di come mangiano i NS pinnuti.
Amo pescare e odio perdere tempo con tecniche che sono al di fuori del momento.
- Per sommersa si intende pescare appena sotto il pelo dell'acqua e con tre artificiali (secondo il mio modo di pescare e dei vecchi P&M). Quindi nessun artificiale dovrà essere piombato ... questo è il modo. Si usano canne da 8' 6" o 9' con terminale che non supera i due mt. L'uso di tre mosche deriva dal fatto che pettinando il fiume (nel vero senso della parola) si offrono almeno due artificiali di natura diversa. Il terzo viene comunemente usato come attrazione e poco prende, ma senza di esso tutto il resto perde la sua efficacia. Come artificiali si possono usare anche ninfe, ma senza alcun appesantimento. Si lancia leggermente a monte, immediatamente si effetua un mending in modo che la coda resti dietro il finale in modo che le mosche si presentino per prime. E' assolutamente indispensabile non tenere la coda tesa previa forti toccate e al 99% slamature (questa è la parte più difficile). Mai o quasi mai viene allamato più di un pesce. Rimango dell'idea, visto che pesco a M. da più di 40 anni, che questo sistema sia il più redditizio di tutta la P&M)
- Ninfa. Questa è un'altra tecnica che si divide in due parti: Long Cast, quello che pratico io ed lo Short Cast. Quest'ultimo va molto in voga tra i cecoslovacchi che si armano di canne da 10' e fanno delle piccole passate. A me sembra di pescare al tocco o con il galleggante. Il Long Cast invece si pratica anche con canne da 7' 6" o 8'. Qui viene usato (almeno io) un solo artificiale piombato più o meno a seconda della rapidità della corrente o del fondale. Occorre spessissimo cambiare l'articiale o meglio il peso dell'artificiale. Si lancia a monte, si fa il mending e si corregge con piccolissime trazioni la discesa dell'artificiale. Spettacolare è pescare a salire, in acque chiarissime, controllando a vista il proprio artificiale.
E' quindi importante non confondere le due tecniche o miscelarle tra loro come tanti fanno.
Di nuovo un ciao
Franck
salesman
06-12-2009, 14.58.07
Non capisco ... mi rifiuto di capire il perchè non sia più permesso pescare a Sommersa con le fatidiche tre mosche.
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Mi dicono:"beh, usa a sommersa una sola mosca"
Noneeee, non è la stessa cosa. A volte sono costretto a farlo, ma giuro che non è la stessa cosa. E' come mi avessero amputato una gamba.
Ciao Franck
Rispondo copiando parzialmente un mio post da un'altra sezione.
Ho pescato con mosche standard soltanto per i miei primi tre mesi. Poi ho cominciato a copiare ciò che vedevo sul fiume. Soprattutto i terrestri. Amo mosche grosse: amo 10, quando posso. Quando pescavo sull'Adda tra Rivolta e Zelo si potevano montare 5 artificiali, e io non rinunciavo a nemmeno uno. Terminale più del doppio della canna, che era una Hardy in fibra - 3 pezzi - 11 piedi, e 5 mosche spaziate di 40 cm. La prima in alto era montata sul .35 (sì: trentacinque), l'ultima sul .22. Una volta ho rotto proprio il .35, sulla ferrata. Ho parlato diffusamente di alcuni miei artificiali altrove, qua dentro. Eccovi i link, se possono interessarvi:
Scoperta di nuovi artificiali. - Flyfishers Community (http://www.flyfishers.it/forum/showthread.php?t=81)
e anche il seguente:
Cavedani a mosca - Flyfishers Community (http://www.flyfishers.it/forum/showthread.php?t=32)
Lì ho trattato esclusivamente di mosche estive (maggio - settembre). All'apertura, quando la facevo (ora, a 72 anni, rinnovo la licenza in maggio o anche in giugno), usavo una mosca superzavorrata di punta, su amo 14: corpo orecchio lepre, piuttosto ben guarnito, e due giri di beccaccia scura. Tutto molto semplice. Sul primo braccio l'imitazione di un imenottero piuttosto slanciato, fatto di mistura Tup's color miele con costolatura di 2 fili di seta intrecciati (arancione carico + nero). Due giri di gallo Coch y Bondhu lucidissimo e piuttosto lungo. Ho detto imenottero perchè tale fu la mia intenzione costruendola la prima volta, ma sono sicuro che la prendono per un'emergente. Sul braccio alto monto l'imitazione di un'ape: proprio così, bella tozza e aderentissima al colore naturale dell'insetto. Con quest'ultima prendo poco ma qualcosa lo rimedia anche lei. Con certi artificiali invece non si rimedia mai nulla.
Poi ho tutta una collezione di artificiali fatti imitando gli insetti del momento. So che certi hanno avuto momenti di gloria ma non mi ricordo quando, nè dove, nè perchè. Mi capita ogni tanto di usarne quando è chiaro che i pesci mangiano qualcosa di specifico. Ma succede di rado, perchè pesco esclusivamente su torrenti ben mossi e a vasche, e di rado vedo una schiusa.
Propendo per i terrestri e credo molto negli imenotteri: dai bombi alle api, alle vespe, alle formiche. Le api sono sul fiume persino d'inverno, col bel tempo. Le trote le conoscono bene.
Tornando al numero di artificiali massimo ammesso , sono d'accordo con te: se sei abituato a pescare con tre -o più-, limitarti a uno è effettivamente come tagliarti un braccio. Un po' c'entrerà la psicologia: peschi senza convinzione e da ciò becchi la prima fregatura: se non hai fiducia in ciò che fai, difficilmente realizzi qualcosa. Ma devo dire che la quantità aiuta, e non poco. Così uso tre mosche (due su bracci distanziati di 40 cm e una di punta a 80-100 cm dal braccio inferiore) e di regola catturo preferenzialmente su un artificiale specifico, a seconda dell'orario e della stagione. Ma ci sono eccezioni: prima di tutte la luce, che -agli stessi orari- può variare da un giorno all'altro. Poi c'è il clou, al far della notte: come saprai bene, in quel momento le trote cambiano umore e ti attaccano le cose più disparate, pur mantenendo, a parità di stagione, preferenze abbastanza marcate. In quel momento il numero ti viene in soccorso. Magari ti attaccano con pertinacia la rappresentazione di un bombo che per una settimana hanno ignorato (a favore di una pupa di sedge, di solito). Ora, in quel momento, avere l'artificiale già in pesca, ti risparmia di fare (numerosi) tentativi a vuoto con artificiali diversi. Pratica solitamente difficile, perchè sta facendo notte, vedi che i pesci sono in movimento e (dico "tu" ma parlo si me) sei preso dalla frenesia di fare alla svelta. Combini di solito dei gran casini. Meglio le tre mosche.
Quanto alla profondità di pesca, non è assolutamente detto che le sommerse debbano viaggiare due dita sotto la superficie. Dipende da ciò che vuoi fare e da come hai costruito le mosche. Parlo di mosche non zavorrate. Se sono grosse (amo 10 ), le hai fatte di dubbing e le frusti poco, restano pregne d'acqua e, aiutate magari da una posa piuttosto decisa, vanno sotto che è un piacere. Anche molto sotto, se proprio vuoi: dipende anche da dove le appoggi e da come le fai entrare in corrente.
Se le frusti molto energicamente prima di posarle, stavolta con delicatezza, puoi addirittura farle galleggiare per un bel metro. E il fatto che tra l'una e l'altra ci sia del filo, che può essere anche lui in superficie, in un torrente dove l'acqua ribolle non significa di solito proprio nulla: ogni tanto vedi lo stesso dei bei testoni neri che vengono su dal fondo ad agguantarle.
Da qualche post traspaiono dubbi sugli artificiali da impiegare.
Un quadrato da 30x30 cm di rete acciaio inossidabile maglia 1 mm, montato su un telaio rigido. Entrate in acqua sino al ginocchio, mettetelo giù, a valle di qualche pietra. Muovete la pietra e lasciate che il torrente vi riempia la rete. Esaminate gli insetti che vi sono incappati. Se sono effimere (ninfe), scegliete quelle più mature: le riconoscerete dal turgore delle teche alari. Guardatele bene -meglio con una lente- alla luce del giorno: decidete ipso facto la misura dell'amo, il colore del corpo (normalmente distinguendo addome e torace), delle hackles (= colore delle zampe + colore ali, se già presenti ed abbastanza appariscenti), della seta di montaggio (= colore che sapete essere predominante nello spinner, se si tratta di un'effimera, altrimenti il colore predominante nell'insetto, che determinerete traguardandolo ad occhi socchiusi).
Costruite gli artificiali coi materiali di cui disponete, senza preoccuparvi se riescono brutti, scarmigliati e scamiciati anzichè belli, pettinati e tirati a lustro: il grande Skues diceva che la trota ama la caricatura più che l'originale.
Usateli con fiducia, correggendo nel tempo gli errori di costruzione (di solito la scelta dei materiali). A galla, a mezz'acqua o sul fondo, a seconda di come vedete l'acqua. Non abbiate vergogna di imitare insetti giganteschi. A meno che, specie d'agosto (ma ultimamente, col riscaldamento del pianeta, anticipano a luglio e anche a giugno), non ci sia una sciamatura di formiche, d'estate, sul torrente e di sera, l'amo 10 la fa da padrone. Se ci sono formiche in giro, non farete altro che togliere la mosca di punta, aggiungere un tratto di filo 14 (finora avrete pescato col 20 e col 18) e montarci la formicuzza del momento.
Scusate se mi sono dilungato: poichè il metodo esposto mi ha procurato per decenni un grandissimo divertimento, magari, a qualcuno, potrò anche aver fatto un favore.
In caso contrario ... perdonate lo sfogo di un pescatore anziano
Ciao.
Franck
06-12-2009, 16.39.06
Ciao Giuseppe,
innanzi tutto grazie per i Link. Noto che anche tu, come me, preferisci i tre artificiali (come i vecchi P&M ... a cui appartengo, purtroppo sic).
Sono inoltre molto onorato di leggere persone di P&M che costruiscono gli artificiali partendo da insetti che trovano sul fiume o nello stomaco dei NS pinnuti. Io ho già fatto le mie esperienze su questo argomento e tutt'oggi è validissimo, così come sono validi certi vecchi artificiali che si basavano su questi concetti che hai appena espresso. I nuovi P&M dovrebbero riflettere su questo argomento poiché racchiude in sé il succo è la bellezza della PaM.
Ritornando all'oggetto:
Io ho quattro trenini (serie di tre artificiali) già montati e pronti all'uso, per cui evito il montaggio in loco, cosa abbastanza complicata e con perdita di tempo. Chiaramente sui gorghi questi artificiali tendono ad affondare e non è affatto una maledizione ... anzi si comportano come insetti al naturale. Normalmente, diciamo che la sommersa tende a lavorare appena sotto il pelo dell'acqua. Hai mai notato temoli o trote che ninfano e che si rifiutano di mangiare a galla? Behh questo è uno dei momenti in cui la sommersa offre il meglio di se. Chiaramente occorre essere in grado di capire la differenza tra bollata e ninfata:-)
Pescare a fine raschio con 20-25 cm di profondità d'acqua e con la stessa impetusa, è un altro modo in cui viene esaltata questa tecnica.
Vogliamo dire che il dragaggio non esiste?
Desidero confessare che il trenino, a parte condizioni estreme, che mi offre molte soddisfazioni è così composto:
- Punta ----------- la Alder
- Mezzanina------- la Butcher (raramente ha preso qualcosa)
- Ballerina---------Yellow & Partrige
Mosche su ami del 12, chiaramente distaccate di c.a. due palmi (40 cm più o meno).
Come noti quindi, siamo in completa sintonia.
Non uso canne molto lunghe, ma la mia 8' 6" in bamboo vuota (di mia costruzione) soddisfa in pieno le mie esigenze. Considera che al 99% eseguo dei rollati e questi, data la nota potenza che offre il bamboo, escono alla perfezione senza mai aggrovigliare. Oltre a ciò essendo una canna PPP, Parabolica a Potenza Progressiva come la definiva Ritz, mi offre il vantaggio di una ferrata poco violenta ... e tu sai cosa vuol dire (non per nulla utizzi o utilizzavi una canna in fibra # 3).
Sono contento che questa amichevole conversazione attiri nuovi P&M poichè essa è un arte e va, come tutte le tecniche, provata a fondo.
Ciao e grazie dell'nteressamento
Franck
mauro78
09-12-2009, 23.32.10
Ciao ragazzi, grazie per le preziose informazioni! Mi metterò al lavoro da subito!
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