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30-03-2009, 13.34.42
Provenendo da Viterbo, la strada più comoda e diretta è questa:
Superstrada fino ad Orte – Autostrada per Roma uscita Magliano Sabina – all’uscita del casello prendere a destra fino a raggiungere Civita Castellana – da qui prendere le indicazioni per Castel S. Elia. Appena superato un ponte la strada fa una curva a destra: sulla sinistra è chiaramente visibile il cartello che indica la locazione dell’agriturismo “Le Forre del Treja”. Imboccare la stradina sulla sinistra che porta all’agriturismo
(fare molta attenzione perché uno "scalino" piuttosto pericoloso per la coppa dell’olio…) e percorrerla fino ad arrivare all’agriturismo. Lasciare la macchina nel piccolo spiazzo antistante il cancello verde dell’agriturismo.
Discendendo un poco il Treja, questo si presenta così:
Le sponde sono abbastanza agevoli. Il fondale non è eccessivamente profondo ma l’impiego di wader permette di superare agevolmente il corso d’acqua in qualsiasi punto. Altrimenti bisogna cercare dei punto di guado. Attenzione al fondo: spesso è scivoloso per via dei sedimenti e sono presenti diversi banchi di sabbia “instabile”. Ottimo è l’impiego di un bastone da wading,
Se invece si vuole risalire il corso d’acqua, la pesca diventa piuttosto impegnativa perché la vegetazione lo ricopre spesso quasi completamente e gli spazi “aperti” come nella foto sono abbastanza rari.
Nella maggior parte dei casi, infatti, gli alberi sovrastano il corso d’acqua che presenta anche numerosi “laghi” abbastanza profondi.
La vegetazione è rigogliosa anche lungo le rive ed è difficile trovare un punto di accesso al fiume. Qui è molto utile avere una buona padronanza del lancio per evitare di lasciare mosche sui rami.
La conformazione del Treja da questo punto in poi ricorda un po’ i torrenti di montagna da trote se non fosse per temperatura dell’acqua e per il fondale prettamente ghiaioso-fangoso.
Il fiume ospita ciprinidi anche di taglia estremamente sospettosi e l’avvicinamento al punto di lancio deve essere fatto con estrema cautela.
Nei mesi estivi è efficace il Palmer (Bivisible) e la Brown Sedge (entrambe di buone proporzioni).
Ottima anche la pesca a ninfa a scendere ma attenzione ai numerosi ostacoli presenti sul fondo.
(per gentile concessione del Tuscia Fly Club)
Superstrada fino ad Orte – Autostrada per Roma uscita Magliano Sabina – all’uscita del casello prendere a destra fino a raggiungere Civita Castellana – da qui prendere le indicazioni per Castel S. Elia. Appena superato un ponte la strada fa una curva a destra: sulla sinistra è chiaramente visibile il cartello che indica la locazione dell’agriturismo “Le Forre del Treja”. Imboccare la stradina sulla sinistra che porta all’agriturismo
(fare molta attenzione perché uno "scalino" piuttosto pericoloso per la coppa dell’olio…) e percorrerla fino ad arrivare all’agriturismo. Lasciare la macchina nel piccolo spiazzo antistante il cancello verde dell’agriturismo.
Discendendo un poco il Treja, questo si presenta così:
Le sponde sono abbastanza agevoli. Il fondale non è eccessivamente profondo ma l’impiego di wader permette di superare agevolmente il corso d’acqua in qualsiasi punto. Altrimenti bisogna cercare dei punto di guado. Attenzione al fondo: spesso è scivoloso per via dei sedimenti e sono presenti diversi banchi di sabbia “instabile”. Ottimo è l’impiego di un bastone da wading,
Se invece si vuole risalire il corso d’acqua, la pesca diventa piuttosto impegnativa perché la vegetazione lo ricopre spesso quasi completamente e gli spazi “aperti” come nella foto sono abbastanza rari.
Nella maggior parte dei casi, infatti, gli alberi sovrastano il corso d’acqua che presenta anche numerosi “laghi” abbastanza profondi.
La vegetazione è rigogliosa anche lungo le rive ed è difficile trovare un punto di accesso al fiume. Qui è molto utile avere una buona padronanza del lancio per evitare di lasciare mosche sui rami.
La conformazione del Treja da questo punto in poi ricorda un po’ i torrenti di montagna da trote se non fosse per temperatura dell’acqua e per il fondale prettamente ghiaioso-fangoso.
Il fiume ospita ciprinidi anche di taglia estremamente sospettosi e l’avvicinamento al punto di lancio deve essere fatto con estrema cautela.
Nei mesi estivi è efficace il Palmer (Bivisible) e la Brown Sedge (entrambe di buone proporzioni).
Ottima anche la pesca a ninfa a scendere ma attenzione ai numerosi ostacoli presenti sul fondo.
(per gentile concessione del Tuscia Fly Club)