giulio
07-06-2009, 19.58.11
A PESCA SUL LIBERO:
Torniamo a parlare del Nera, splendido torrente sul quale vado appena posso e al quale sono legato in maniera particolare, dato che è qui qualche anno fa iniziò il mio percorso; ma questa è un’altra storia.
A chi come il sottoscritto decidesse di lasciare ancora un po’ di libertà alla pesca (dagli orari alla scelta del posto), sul Nera esistono degli splendidi tratti “liberi” sui quali appoggiare la nostra coda.
Dopo i primi mesi, quando nei week end e ponti è difficile trovare uno spot libero, da maggio in poi il fiume riprende ritmi più tranquilli, canoisti e rafter permettendo (transito consentito dalle 10.00 alle 18.00), ed è lì che ci aspetta con le sue cristalline acque e verdi sponde.
LANCIO:
Per contrastare il dragaggio, ottimo risulta essere il lancio curvo.
Per creare con la coda una pancia, a monte rispetto al finale, dovremmo rallentare la fase finale del lancio (prima del rilascio della coda) ponendola su piano diverso rispetto a quello della canna; questo sarà possibile tramite una rotazione del polso.
Più facile a farsi che a dirsi, credetemi.
MOSCA CONSIGLIATA:
Per chi come il sottoscritto è patito della secca, mi permetto di consigliare una splendida mosca da caccia che da sempre buoni frutti e tiene bene le correnti: Royal Coachman (vedere la sezione dressing).
CONSIGLI UTILI:
In presenza di erba alta, passare con le braccia sopra le spalle, mentre se siamo vicini a rami e/o arbusti facciamo attenzione che non ci sia qualche inaspettato ospite. Evitiamo di appoggiarci le mani e se proprio abbiamo bisogno di un appiglio per scendere/uscire dall’acqua, magari colpiamo prima, rami/arbusti, con un bastone.
Prevenire è meglio che curare!
CONCLUSIONI:
Sebbene ad oggi il Nera sia tirato per la giacchetta a scopo di lucro, lasciatemolo dire, credo valga la pena di essere conosciuto dai fly fisher, nei suoi tratti ancora “liberi”, almeno da ulteriori balzelli pseudo gestionalburocratici (prenotazione anticipata, ritiro permesso a pagamento, numero chiuso, altro). La licenza nazionale ed il tesserino segnacatture non sono già abbastanza?
Per esperienza personale posso dire che la dura scuola che esso rappresenta non smette mai di stupire, ripagando la costanza con splendide catture.
Che dire di più? Waders, gilet, canna e mulinello in macchina……….e si va!
Torniamo a parlare del Nera, splendido torrente sul quale vado appena posso e al quale sono legato in maniera particolare, dato che è qui qualche anno fa iniziò il mio percorso; ma questa è un’altra storia.
A chi come il sottoscritto decidesse di lasciare ancora un po’ di libertà alla pesca (dagli orari alla scelta del posto), sul Nera esistono degli splendidi tratti “liberi” sui quali appoggiare la nostra coda.
Dopo i primi mesi, quando nei week end e ponti è difficile trovare uno spot libero, da maggio in poi il fiume riprende ritmi più tranquilli, canoisti e rafter permettendo (transito consentito dalle 10.00 alle 18.00), ed è lì che ci aspetta con le sue cristalline acque e verdi sponde.
LANCIO:
Per contrastare il dragaggio, ottimo risulta essere il lancio curvo.
Per creare con la coda una pancia, a monte rispetto al finale, dovremmo rallentare la fase finale del lancio (prima del rilascio della coda) ponendola su piano diverso rispetto a quello della canna; questo sarà possibile tramite una rotazione del polso.
Più facile a farsi che a dirsi, credetemi.
MOSCA CONSIGLIATA:
Per chi come il sottoscritto è patito della secca, mi permetto di consigliare una splendida mosca da caccia che da sempre buoni frutti e tiene bene le correnti: Royal Coachman (vedere la sezione dressing).
CONSIGLI UTILI:
In presenza di erba alta, passare con le braccia sopra le spalle, mentre se siamo vicini a rami e/o arbusti facciamo attenzione che non ci sia qualche inaspettato ospite. Evitiamo di appoggiarci le mani e se proprio abbiamo bisogno di un appiglio per scendere/uscire dall’acqua, magari colpiamo prima, rami/arbusti, con un bastone.
Prevenire è meglio che curare!
CONCLUSIONI:
Sebbene ad oggi il Nera sia tirato per la giacchetta a scopo di lucro, lasciatemolo dire, credo valga la pena di essere conosciuto dai fly fisher, nei suoi tratti ancora “liberi”, almeno da ulteriori balzelli pseudo gestionalburocratici (prenotazione anticipata, ritiro permesso a pagamento, numero chiuso, altro). La licenza nazionale ed il tesserino segnacatture non sono già abbastanza?
Per esperienza personale posso dire che la dura scuola che esso rappresenta non smette mai di stupire, ripagando la costanza con splendide catture.
Che dire di più? Waders, gilet, canna e mulinello in macchina……….e si va!